Molto tempo fa, sbiaditasi la memoria delle antiche tradizioni, la ricorrenza della Festa di Sant'Antonio abate si concentrava tutta in un triduo pre serale di Sante Messe celebrate, in giorni feriali, in una chiesetta buia e umida (quasi fatiscente) e nella Benedizione alle stalle impartita da un Sacerdote che faceva visita ai numerosi Contadini della zona.


La domenica in cui si onorava il Santo protettore, l'unico segno visibile esternamente era la presenza in paese di alcuni venditori di castagne ( i firunàt ), ciascuno con la cesta in vimini pienadi castagne infilate in uno spago ( i firùn ); e la gente che le comperava se le portava a casa appese al collo.


Col passare degli anni e con la nascita della Contrada, molte cose sono cambiate.
C'è voluto del tempo, un po' di fatica, tanta pazienza e costanza nell'impegno, ma alla fine i risultati sono arrivati.


Alcuni restauri (realizzati nel tempo con il contributo in denaro della popolazione) in occasione di “ visite pastorali ” di vari Cardinali, hanno ridonato l'antica dignità alla Chiesetta e fu così che i contradaioli, orgogliosi, iniziaro-no coraggiosamente ad organizzare svariate manifestazioni con il preciso scopo di raccogliere i fondi necessari per la ristrutturazione ed il mantenimento in buono stato dell'edificio.


Ed anche la Festa di Sant'Antonio abate, protettore degli Agricoltori e degli animali riprese vigore.
Dapprima, in accordo con la Parrocchia, oltre al triduo di celebrazioni di Sante Messe fu reintrodotta la benedizione cavalloBenedizione degli animali domestici nei pressi della Chiesetta; poi, visti i risultati, furono invitati a partecipare anche i proprietari di trattori agricoli e cavalli da tiro e da sella.
I pochi firunàt d'un tempo si sono moltiplicati ed a loro si sono aggiunti molte altre bancarelle di diverso tipo ( tant'è che gli organizzatori hanno dovuto redigere un apposito regolamento per disciplinarne la presenza ).
Oggi la Festa di Sant'Antonio abate è ridiventata una bella tradizione (da sempre un po' in bilico fra il sacro ed il profano), un atteso appuntamento annuale al quale la gente non vuole mancare.
Le celebrazioni liturgiche d'allora, oggi durano tutta la settimana e comprendono anche la Santa Messa per gli Agricoltori nel giorno del Ringraziamento; e la domenica della festa, dopo il Vespero pomeridiano, la sfilata dei partecipanti al corteo, la Benedizione e la consegna della immagine del Santo protettore – nello spazio antistante la Chiesetta – rappresentano il punto culminante di tutta la manifestazione.


4-festa ridI partecipanti ormai hanno raggiunto un numero consistente e migliaia sono le persone che giungono a Casorate Primo dalle zone dell'alto pavese e del basso milanese per assistere allo spettacolo.


Per tutta la giornata, in un punto preciso della Contrada, si possono degustare prodotti tipici locali.


Chiudono l'intera manifestazione il falò ( detto brùsa la barba da Sant'Antòni ) e l'estrazione dei ricchi premi della riffa, allestita grazie anche alla generosa, preziosa e concreta collaborazione dei commercianti locali.